Che cos'è la metodologia

Comprendere le basi e lo scopo di questo approccio

  • Lo Strumento di valutazione della partecipazione dei minori (CPAT) è stato progettato per sostenere l'attuazione dell'articolo 12 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, consentendo una valutazione sistematica del grado in cui la partecipazione dei minori è integrata nelle leggi, nelle istituzioni, nelle pratiche e nella cultura.

    Fornisce:

    10 indicatori fondamentali raggruppati in tre ambiti: proteggere il diritto alla partecipazione, promuovere la consapevolezza e creare spazi di partecipazione.

    Criteri di valutazione graduati (0–3) che consentono ai professionisti o ai governi di confrontare i progressi.

    Indicazioni sulle fonti dei dati, comprese leggi, politiche, ricerche qualitative, rapporti delle ONG, organismi di monitoraggio e feedback dei minori.

    Un processo strutturato allineato ai più ampi meccanismi di monitoraggio del Consiglio d'Europa e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

    Sebbene sia stato originariamente creato per gli Stati membri, lo strumento è altrettanto rilevante per ONG, professionisti e istituzioni che intendono integrare nel proprio lavoro una partecipazione dei minori significativa e basata sui diritti.

Come può essere utilizzato

Applicazioni pratiche e indicazioni per l'attuazione

Lo Strumento di valutazione della partecipazione dei minori può essere applicato in qualsiasi contesto in cui un'organizzazione o un sistema debba comprendere quanto efficacemente venga attuato il diritto dei minori a partecipare. Sebbene sia stato creato per gli Stati, i suoi indicatori e criteri lo rendono altrettanto prezioso per i professionisti.

È possibile utilizzare lo strumento per:

  • Valutare le pratiche organizzative: ONG, organizzazioni della società civile e fornitori di servizi possono valutare se le proprie politiche, procedure e opportunità di partecipazione sono in linea con i diritti dei minori.
  • Rafforzare i programmi: I team possono verificare se esistono le condizioni per una partecipazione significativa, sicura e informata prima di avviare o rivedere i progetti.
  • Supportare i sistemi locali o settoriali: Comuni, scuole e coalizioni intersettoriali possono utilizzare il CPAT come quadro condiviso per esaminare le strutture di partecipazione e individuare le lacune.
  • Monitorare i progressi nel tempo: Poiché il CPAT offre indicatori chiari e criteri di valutazione, aiuta a monitorare i miglioramenti e a orientare la pianificazione strategica o le attività di advocacy.

Questo rende il CPAT uno strumento versatile per chiunque voglia costruire o rafforzare una partecipazione dei minori sistemica, etica e inclusiva.

Focus sull'inclusione

Il CPAT richiede esplicitamente la disaggregazione dei dati, riconoscendo che le esperienze di partecipazione differiscono tra i diversi gruppi di minori.

Nell'attuazione del CPAT, l'inclusione dovrebbe essere garantita attraverso:

  1. La raccolta di dati disaggregati

Suddividere i dati per:

  • Età
  • Genere
  • Disabilità
  • Condizione socioeconomica
  • Status migratorio o di minoranza
  • Esperienza di cura
  • Qualsiasi altra vulnerabilità rilevante

Ciò garantisce che la valutazione evidenzi chi partecipa, chi è escluso e dove esistono disuguaglianze strutturali.

  1. L'integrazione di metodi inclusivi

Utilizzare formati accessibili, materiali a misura di bambino, interpreti, comunicazione alternativa e metodi adatti a minori con capacità e identità diverse.

  1. La garanzia di una partecipazione etica

Allineare il processo ai nove requisiti fondamentali per una partecipazione etica descritti negli allegati del CPAT (ad es. trasparenza, volontarietà e rilevanza).

Contributori

Organizzazioni e persone che hanno sviluppato questa metodologia

Consiglio d'Europa

Lo strumento è stato sviluppato dalla Divisione per i diritti dei minori e dal Dipartimento della gioventù del Consiglio d'Europa, sulla base di:

  • Consultazioni con i minori durante lo sviluppo della Raccomandazione sulla partecipazione dei minori.
  • Esperti del Consiglio d'Europa in materia di partecipazione democratica.
  • Sperimentazione pilota in diversi Stati membri (Estonia, Irlanda, Romania; successivamente Bulgaria, Italia e Lettonia).

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